venerdì 18 dicembre 2009

Stop alla riforma delle scuole superiori

Pubblicato da valentina.mirabile


gelmini

Il Consiglio di Stato blocca la riforma delle scuole superiori che, nell’intenzione del ministro Mariastella Gelmini, sarebbe dovuta partire il prossimo anno scolastico. Secondo il Consiglio di Stato i Regolamenti emanati dal ministro vanno ben al di là della delega concessa dal Parlamento. Meno ore, meno materie, con l’obiettivo di ridurre i costi ed il personale non rientrano nella delega che prevede “la sola ridefinizione dei curricula vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e relativi quadri orari”.

Viene inoltre contestata la creazione dei Dipartimenti scolastici per la valutazione che avrebbero come conseguenza la cancellazione di fatto dei collegi dei docenti, tutto ciò in contrasto con la legge sull’autonomia scolastica. Nella sentenza del 9 dicembre scorso il Consiglio di Stato ha chiesto al ministero di chiarire i punti contestati e si è riservato il giudizio definitivo.

Una lotta contro il tempo: il termine ultimo per le iscrizioni al nuovo anno scolastico è stato già fissato al 27 febbraio 2010. Le vacanze di Natale sono ormai prossime e le commissioni parlamentari di Camera e Senato dovranno prendere visione e valutare il nuovo testo dei regolamenti. Il rischio è che tutto slitti all’anno scolastico 2011-2012. Il 15 dicembre si è tenuto un summit al Ministero dell’Istruzione per decidere l’eventuale slittamento della scadenza delle iscrizioni alle superiori e, per evitare che salti il progetto dei nuovi licei, il Ministro ha ipotizzato “un rinvio delle iscrizioni, fino a fine marzo, così ci sarà il tempo per i chiarimenti e per dare la possibilità alle famiglie di fare scelte consapevoli“.

Dal fronte sindacale arriva la richiesta di rinviare di un anno il debutto della riforma.
Avremmo di certo preferito che tale blocco fosse stato determinato dalla ferma e dilagante opposizione di docenti, Ata, studenti e genitori: ma in ogni caso – afferma Piero Bernocchi portavoce dei Cobasaccogliamo positivamente tutto ciò che ci dà tempo affinché tale protesta e tale lotta si sviluppino al massimo nei prossimi mesi, verso una sonora bocciatura di una controriforma che distruggerebbe le superiori e ulteriormente immiserirebbe l’intera scuola pubblica italiana“.

Ribadiamo ora con maggior forza – dice il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo – che è il caso di fermarsi, rinviando di un anno l’entrata in vigore dei regolamenti: di ascoltare le ragioni di quanti non hanno condiviso merito e metodo del riordino della scuola secondaria superiore; è necessario rimuovere i tagli e, solo a questa condizione, riprendere le fila per una vera riforma che necessita non di tagli ma di investimenti, di tempo per l’ascolto e il confronto vero“.

Anche la Gilda esprime parere simile: “Le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato - dichiara il coordinatore Rino Di Meglio - rilevano, in sostanza, che non esistono le condizioni adatte per procedere con l’applicazione della riforma voluta dal Governo“.

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