<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BeInsegnante</title>
	<atom:link href="http://beinsegnante.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://beinsegnante.it</link>
	<description>Solo un altro blog EdizioniBE</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Oct 2011 10:12:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Diritto allo studio: 11 milioni di euro dal Comune di Milano</title>
		<link>http://beinsegnante.it/diritto-allo-studio-11-milioni-di-euro-dal-comune-di-milano</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/diritto-allo-studio-11-milioni-di-euro-dal-comune-di-milano#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 10:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Chinchilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=939</guid>
		<description><![CDATA[Per l&#8217;integrazione degli alunni disabili e il trasporto scolastico, ma non solo, dal Comune di Milano 11 milioni di euro per il diritto allo studio. La Giunta ha approvato venerdì scorso la delibera che definisce le linee di indirizzo e stanzia i fondi per il Piano per il diritto allo studio per l&#8217;anno scolastico 2011/2012 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-940" title="scuolabus" src="http://beinsegnante.it/files/2011/10/scuolabus-286x300.jpg" alt="scuolabus" width="286" height="300" /></p>
<p><em><strong>Per l&#8217;integrazione degli <a href="http://bestudente.it/tag/disabili/" target="_blank">alunni disabili</a> e il trasporto scolastico, ma non solo, dal Comune di Milano 11 milioni di euro per il diritto allo studio.</strong></em></p>
<p>La Giunta ha approvato venerdì scorso la delibera che definisce le linee di indirizzo e stanzia i fondi per il Piano per il <strong>diritto allo studio per l&#8217;anno scolastico 2011/2012</strong> per una somma complessiva di <strong>11.367.484 euro.</strong> Con questo atto si intende rimuovere gli ostacoli di ordine sociale, economico e culturale che possono impedire la piena applicazione del diritto allo studio, costituzionalmente garantito.</p>
<p><span id="more-939"></span><em>“Nonostante i tagli della manovra finanziaria del Governo e il patto di stabilità che penalizza le risorse destinate alle scuole</em> – ha dichiarato la vicesindaco e assessore all’Educazione e istruzione Maria Grazia Guida &#8211; <em>il Comune di Milano destina 11 milioni di euro, la stessa cifra dell’anno scorso, per <strong>garantire il diritto allo studio per bambini e ragazzi milanesi,</strong> rivolgendo particolare attenzione all’integrazione e al sostegno delle categorie più fragili per questioni personali, di salute, sociali ed economiche, e favorendo la conciliazione dei tempi della vita familiare e del lavoro a tutela delle donne lavoratrici”.</em></p>
<p>Lo stanziamento comprende i costi per l’integrazione scolastica e il <a href="http://bestudente.it/tag/diritto-allo-studio/" target="_blank">diritto allo studio</a> degli <strong>alunni disabili</strong> (4.157.484 euro), il servizio di <strong>trasporto scolastico</strong> (5.600.000 euro), fondi per le <strong><a href="http://bestudente.it/category/scuola/" target="_blank">scuole</a> dell’infanzia</strong> paritarie stanziati (550.000 euro), per le<strong> autonomie scolastiche</strong> finalizzati agli interventi di piccole riparazioni e minuta manutenzione (250.000 euro), funzioni miste del <strong>personale ATA</strong> (500.000 euro), <strong>spese d’ufficio</strong> (310.000 euro).</p>
<p>Il Piano per il diritto allo studio per l’anno scolastico 2011/2012 comprende, oltre alla somma approvata di 11.367.484 euro, anche 4.825.000 euro finalizzati all’acquisto dei <a href="http://bestudente.it/tag/libri/" target="_blank">libri</a> di testo.</p>
<p>Fonte immagine: unpaeseperstarbene.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/diritto-allo-studio-11-milioni-di-euro-dal-comune-di-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scuola, Firenze: 40 istituti potrebbero non aprire a settembre</title>
		<link>http://beinsegnante.it/934/scuola-firenze-40-istituti-potrebbero-non-aprire-a-settembre/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/934/scuola-firenze-40-istituti-potrebbero-non-aprire-a-settembre/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 14:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gloria Soresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=934</guid>
		<description><![CDATA[Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Gilda scuola lanciano l’allarme: 40 scuole a Firenze rischiano di rimanere chiuse a settembre. &#8220;Altri 187 posti di lavoro in meno a Firenze per effetto dei tagli &#8211; lamentano i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi &#8211; A rischio oltre al lavoro, anche la funzionalità delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-935" src="http://beinsegnante.it/files/2011/07/insegnante-300x257.jpg" alt="insegnante" width="300" height="257" /></p>
<p><em><strong>Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Gilda scuola lanciano l’allarme: 40 scuole a Firenze rischiano di rimanere chiuse a settembre. </strong></em></p>
<p><em>&#8220;Altri 187 posti di lavoro in meno a Firenze per effetto dei tagli &#8211; lamentano i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi &#8211; A rischio oltre al lavoro, anche la funzionalità delle scuole,la stessa sicurezza e l’insieme della scuola pubblica statale&#8221;.</em> Con una domanda d&#8217;attualità Rifondazione comunista chiede alla Provincia di <strong>Firenze</strong> di riferire quanti sono gli istituti scolastici a rischio e quali le iniziative di contrasto.</p>
<p><span id="more-934"></span></p>
<p>L&#8217;ultima tranche del triennio di tagli deciso dal ministro Gelmini toglierà alle scuole toscane 737 dipendenti Ata, il personale tecnico amministrativo. Dunque la politica del governo in materia di istruzione pubblica mette a serio rischio il diritto alla scuola pubblica.</p>
<p>A Firenze gli effetti maggiori, con 187 posti di lavoro in meno. Salteranno 148 collaboratori scolastici,32 assistenti amministrativi, 2 assistenti tecnici e 5 direttori dei servizi generali e amministrativi Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Gilda scuola lanciano l’allarme: 40 scuole a Firenze rischiano di rimanere chiuse a settembre.. I più colpiti saranno bidelli e custodi. Un quadro aggravato dal taglio del 25% ai custodi &#8220;privati&#8221; delle società in appalto e che potrebbe impedire la riapertura a settembre di 40 scuole a Firenze.</p>
<p>In 2 anni a Firenze sono scomparsi 458 Ata (2223 a livello regionale), a fronte di mille iscrizioni in più. Sta di fatto che non sarà possibile nessuna crescita di organici collegata al numero degli studenti.</p>
<p>Fonte immagine: liboriobutera.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/934/scuola-firenze-40-istituti-potrebbero-non-aprire-a-settembre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Precari della scuola: la class action del Codacons</title>
		<link>http://beinsegnante.it/930/precari-della-scuola-la-class-action-del-codacons/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/930/precari-della-scuola-la-class-action-del-codacons/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 14:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[class action]]></category>
		<category><![CDATA[Codacons]]></category>
		<category><![CDATA[immissione in ruolo]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=930</guid>
		<description><![CDATA[Fino al 31 gennaio sarà ancora possibile aderire alla class action del Codacons per l&#8217;immissione in ruolo dei precari della scuola. Cresce di giorno in giorno il numero di lavoratori precari del settore scuola che hanno deciso di aderire alla class action del Codacons finalizzata alla definitiva immissione in ruolo degli insegnanti inseriti nelle graduatorie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-931" src="http://beinsegnante.it/files/2011/01/precari.jpg" alt="Precari della scuola: la class action del Codacons" width="520" height="347" /></p>
<p><em><strong>Fino al 31 gennaio sarà ancora possibile aderire alla class action del Codacons per l&#8217;immissione in ruolo dei precari della scuola. </strong></em></p>
<p>Cresce di giorno in giorno il numero di <strong>lavoratori precari</strong> del settore scuola che hanno deciso di aderire alla <strong>class</strong> <strong>action</strong> del <strong>Codacons</strong> finalizzata alla definitiva <strong>immissione in ruolo</strong> degli insegnanti inseriti nelle <strong>graduatorie</strong> ad esaurimento, e la conseguente conversione dei <strong>contratti di lavoro</strong> a tempo determinato.</p>
<p><span id="more-930"></span></p>
<p>“<em>Questa mattina</em> – spiega il presidente <strong>Carlo Rienzi</strong> – <em>le adesioni raccolte sfioravano <strong>quota 39mila</strong>, e siamo certi che il numero salirà ancora nei prossimi giorni</em>”.</p>
<p>Il termine per partecipare all’azione del <strong>Codacons</strong>, infatti, scadrà il prossimo 31 gennaio. Per questo l’associazione invita tutti i precari della scuola a seguire le indicazioni riportate sul sito Codacons.it e partecipare alla <strong>class action</strong> contro il <strong>Ministero della Pubblica istruzione</strong>, così da far valere i propri diritti di lavoratore e ottenere il risarcimento del danno da mancata <strong>stabilizzazione</strong>.</p>
<p>Fonte immagine: Nuovosoldo.wordpress.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/930/precari-della-scuola-la-class-action-del-codacons/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuove regole per diventare Insegnanti</title>
		<link>http://beinsegnante.it/925/nuove-regole-per-diventare-insegnanti/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/925/nuove-regole-per-diventare-insegnanti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 09:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=925</guid>
		<description><![CDATA[Gelmini: &#8220;Si passa dal sapere al sapere insegnare. Con il nuovo tirocinio ci si forma soprattutto sul campo&#8221; Cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti. Il Ministro Gelmini ha firmato il Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti che si sviluppa, in particolare, su quattro grandi direttrici: * Il Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-926" src="http://beinsegnante.it/files/2010/10/insegnante.jpg" alt="" width="450" height="386" /></p>
<p><strong><em>Gelmini: &#8220;Si passa dal sapere al sapere insegnare. Con il nuovo tirocinio ci si forma soprattutto sul campo&#8221;</em></strong></p>
<p>Cambia radicalmente la formazione iniziale degli insegnanti. Il Ministro Gelmini ha firmato il Regolamento sulla formazione iniziale dei docenti che si sviluppa, in particolare, su quattro grandi direttrici:</p>
<p><span id="more-925"></span></p>
<p>* Il Tirocinio da svolgere direttamente a contatto con le scuole e col “mestiere” di insegnante, perché insegnare non può essere solo teoria ma anche pratica;<br />
* Il numero di nuovi docenti sarà deciso in base al fabbisogno. Fine dell’accesso illimitato alla professione che creava il precariato;<br />
* Con la fine del precariato sarà consentito ai giovani l’inserimento immediato in ruolo;<br />
* Lauree specifiche per ciascuna classe di abilitazione. Più inglese (necessaria la certificazione B2 in lingua inglese per abilitarsi) e nuove tecnologie, migliore preparazione per l’integrazione dei disabili.</p>
<p>“Oggi inseriamo un nuovo tassello nella riforma destinata a cambiare il nostro sistema scolastico &#8211; ha affermato il ministro Mariastella Gelmini &#8211; Un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell’Italia e sostituiamo alle vecchie SSIS un percorso di lauree magistrali specifiche e un anno di tirocinio coprogettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal sapere al saper insegnare”.</p>
<p>Il regolamento è il frutto del lavoro della Commissione presieduta dal professor Giorgio Israel, a cui è seguita un’azione di confronto con il mondo della scuola e delle associazioni per l’integrazione scolastica. L’obiettivo dei nuovi percorsi è garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio formativo attivo, direttamente a contatto con le scuole.</p>
<p>Cambiano dunque le modalità per accedere all’insegnamento.</p>
<p>La normativa intera è leggibile sull&#8217;sito Miur.it</p>
<p>Fonte Immagine: Gazzettadellavoro.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/925/nuove-regole-per-diventare-insegnanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma superiori: atteso per metà gennaio il sì finale delle commissioni</title>
		<link>http://beinsegnante.it/902/riforma-superiori-atteso-per-meta-gennaio-il-si-finale-delle-commissioni/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/902/riforma-superiori-atteso-per-meta-gennaio-il-si-finale-delle-commissioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 14:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina.mirabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Cisl scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Cnpi]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[licei]]></category>
		<category><![CDATA[liceo classico]]></category>
		<category><![CDATA[liceo delle scienze umane]]></category>
		<category><![CDATA[liceo linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[liceo musicale e coreutico]]></category>
		<category><![CDATA[liceo scientifico]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma delle superiori]]></category>
		<category><![CDATA[riforma gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[riforma scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola superiore]]></category>
		<category><![CDATA[Snals]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Uil Scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=902</guid>
		<description><![CDATA[Il 2010 è alle porte e così anche la nuova scuola superiore italiana. Mancano gli ultimi dettagli ma la notizia è certa. Nonostante le bocciature non vincolanti dei sindacati, del Cnpi (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione), della coferenza delle Regioni e del Consiglio di Stato (rientrata però poco prima di Natale), si attende il giudizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-905" title="Gelmini_Senato" src="http://beinsegnante.it/files/2009/12/Gelmini_Senato.jpg" alt="Gelmini_Senato" width="500" height="370" /></p>
<p><em><strong>Il 2010 è alle porte e così anche la</strong><strong> nuova scuola superiore italiana. </strong></em></p>
<p>Mancano gli ultimi dettagli ma la notizia è certa. Nonostante le bocciature non vincolanti dei sindacati, del Cnpi (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione), della coferenza delle Regioni e del Consiglio di Stato (rientrata però poco prima di Natale), si attende il giudizio decisivo sui regolamenti d&#8217;attuazione.</p>
<p><span id="more-902"></span>Se le commissioni di camera e senato si esprimeranno <strong>entro la metà di gennaio, partirà la riforma</strong>, chiaramente solo per il primo anno.</p>
<p>Il termine per le iscrizioni sarà spostato a fine marzo in modo da lasciare ai diretti interessati, una volta divulgati i nuovi programmi, almeno un mese di tempo per poter scegliere tra i nuovi corsi di studio.</p>
<p>Per preparare l’applicazione dei nuovi regolamenti, il ministero ha previsto attività di informazione e formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e una campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l’anno scolastico 2010/2011.</p>
<p>Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, nonostante le ferme e decise contestazioni, hanno fatto sapere ai lavoratori di aver almeno ottenuto l’<strong>introduzione dei nuovi programmi solo al primo superiore</strong> e, parallelamente, cominciato a incontrare i tecnici ministeriali per limitare gli effetti negativi sul personale.</p>
<p><strong>Dal 1 settembre 2010</strong> i licei italiani si costituiranno attraverso <strong>nuovi percorsi formativi</strong>: due bienni e un quinto anno.</p>
<p><strong>I nuovi licei saranno sei</strong>: artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane. Le novità riguardano molti aspetti: innanzitutto un <strong>monte orario settimanale ridotto</strong>.<br />
Per i licei linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane, sono previste 27 ore nel biennio e 30 nel triennio.<br />
Per il nuovo liceo classico sono previste 27 ore nel biennio e 31 nel triennio. Risulta invece più articolato l’orario del liceo artistico in base ai diversi indirizzi previsti.</p>
<p>Molti sono i cambiamenti in vista anche per quanto concerne i contenuti<strong> </strong>dell’<strong>offerta formativa</strong>: a titolo d&#8217;esempio esempio, nel liceo scientifico viene previsto anche un indirizzo tecnologico e nel liceo delle scienze umane sarà introdotto l&#8217;indirizzo economico sociale. Saranno circa 40 i licei musicali sparsi per tutto il territorio nazionale, mentre altri potranno essere attivati attraverso convenzioni con i conservatori.</p>
<p>La riforma prevede inoltre che, nell’ultimo anno di liceo, una delle materie di ordinamento venga insegnata in lingua straniera e che vi siano ore opzionali-facoltative, attivabili sulla base del piano dell’offerta formativa.<br />
Gli <strong>insegnamenti caratterizzanti per i nuovi licei</strong> saranno: approfondimenti nelle discipline obbligatorie, una seconda lingua straniera, latino, greco, musica, storia dell’arte, discipline audiovisive, tecnologia e disegno, pedagogia, psicologia, sociologia, legislazione sociale, diritto e economia, statistica, informatica, scienze sociali e metodologia della ricerca.</p>
<p>L’organizzazione del collegio dei docenti si attuerà sulla base di dipartimenti e di un comitato scientifico coadiuvato da esperti esterni. Gli <strong>obiettivi di apprendimento</strong> saranno <strong>oggetto di uno specifico decreto</strong>. È previsto, infine, un monitoraggio dei cambiamenti previsti dalla riforma. Dopo tre anni il governo riferirà in parlamento.</p>
<p><img style="border: medium none" src="image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAABgAAAAYCAYAAADgdz34AAADsElEQVR4nK2VTW9VVRSGn33OPgWpYLARbKWhQlCHTogoSkjEkQwclEQcNJEwlfgD/AM6NBo1xjhx5LyJ0cYEDHGkJqhtBGKUpm3SFii3vb2956wPB/t+9raEgSs52fuus89613rftdcNH8/c9q9++oe/Vzb5P+3McyNcfm2CcPj9af9w6gwjTwzvethx3Bx3x8xwd1wNM8dMcTNUHTfFLPnX6nVmZpeIYwf3cWD/PhbrvlPkblAzVFurKS6GmmGqqComaS+qmBoTI0Ncu3mXuGvWnrJ+ZSxweDgnkHf8ndVTdbiT3M7cQp2Z31dRTecHAfqydp4ejhwazh6Zezfnu98E1WIQwB3crEuJ2Y45PBTAQUVR9X4At66AppoEVO1Q8sgAOKJJjw6Am6OquDmvHskZ3R87gW+vlHz98zpmiqphkkRVbQtsfPTOC30lJKFbFTgp83bWh7Zx/uX1B6w3hI3NkkZTqEpBRDBRzG2AQHcwcYwEkOGkTERREbLQ/8HxJwuW7zdYrzfZ2iopy4qqEspKaDYravVm33k1R91Q69FA1VBRzFIVvXbx5AgXT44A8MWP81yfu0utIR2aVK3vfCnGrcUNxp8a7gKYKiLCvY2SUvo/aNtnM3e49ucK9S3p0aDdaT0UAVsKi2tVi6IWwNL9JvdqTdihaz79/l+u/rHMxmaJVMLkS2OoKKLWacdeE3IsSxctc2D5Qcl6vUlVVgNt+fkPPcFFmTw1xruvT7SCd7nuVhDQvECzJH90h0azRKoKFRkAmP5lKTWAGRdefoZL554FQNUxB92WvYeA5UN4PtSqwB2phKqsqMpBgAunRhFR3j49zuU3jnX8k6fHEQKXzh1jbmGDuYU6s4t1rt6socUeLLZHhYO2AHSHmzt19ihTZ48O8Hzl/AmunD/BjTvrvPfNX3hWsNpwJCvwYm+ngug4UilSCSq6k8YPtxDwfA+WRawIWFbgscDiULcCEaWqBFOlrLazurupOSHLqGnEKJAY8TwBEHumqUirAjNm52vEPPRV4p01XXMPAQhUBjcWm9QZwijwokgAeYHlHYA06KR1cT6ZvoV56pDUJQEjw0KeaMgj1hPEY4vz2A4eW0/e1qA7KtQdsxTYAG0H3iG4xyK1Y+xm7XmEPOJZDiENzLi2WZHngeOjj2Pe+sMg4GRYyLAsx7ME4FnsyTD9pr0PEc8zPGRAwKXBkYOPEd96cZRvf11g9MDe7e3R4Z4Q+vyEnn3P4t0XzK/W+ODN5/kPfRLewAJVEQ0AAAAASUVORK5CYII%3D" alt="" width="24" height="24" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/902/riforma-superiori-atteso-per-meta-gennaio-il-si-finale-delle-commissioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stop alla riforma delle scuole superiori</title>
		<link>http://beinsegnante.it/889/stop-alla-riforma-delle-scuole-superiori/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/889/stop-alla-riforma-delle-scuole-superiori/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 13:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina.mirabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Cobas]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio di Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Flc-Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Gilda]]></category>
		<category><![CDATA[Mariastella gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma delle superiori]]></category>
		<category><![CDATA[riforma gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[riforma scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[scuole superiori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=889</guid>
		<description><![CDATA[Il Consiglio di Stato blocca la riforma delle scuole superiori che, nell'intenzione del ministro Mariastella Gelmini, sarebbe dovuta partire il prossimo anno scolastico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-892" title="gelmini" src="http://beinsegnante.it/files/2009/12/gelmini1.jpg" alt="gelmini" width="500" height="334" /></p>
<p>Il Consiglio di Stato blocca la riforma delle scuole superiori che, nell&#8217;intenzione del ministro Mariastella Gelmini, sarebbe dovuta partire il prossimo anno scolastico. Secondo il Consiglio di Stato<strong> i Regolamenti emanati dal ministro vanno ben al di là della delega concessa dal Parlamento</strong>. <strong>Meno ore, meno materie, con l&#8217;obiettivo di ridurre i costi ed il personale non rientrano nella delega</strong> che prevede &#8220;la sola ridefinizione dei curricula vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e relativi quadri orari&#8221;. </p>
<p><span id="more-889"></span></p>
<p>Viene inoltre<strong> contestata la creazione dei Dipartimenti scolastici per la valutazione</strong> che avrebbero come conseguenza la cancellazione di fatto dei collegi dei docenti, tutto ciò in contrasto con la legge sull&#8217;autonomia scolastica. Nella sentenza del 9 dicembre scorso il Consiglio di Stato ha chiesto al ministero di chiarire i punti contestati e si è riservato il giudizio definitivo.</p>
<p>Una lotta contro il tempo: il termine ultimo per le iscrizioni al nuovo anno scolastico è stato già fissato al 27 febbraio 2010. Le vacanze di Natale sono ormai prossime e le commissioni parlamentari di Camera e Senato dovranno prendere visione e valutare il nuovo testo dei regolamenti. <strong>Il rischio è che tutto slitti all&#8217;anno scolastico 2011-2012</strong>. Il 15 dicembre si è tenuto un summit al Ministero dell&#8217;Istruzione per decidere l&#8217;eventuale slittamento della scadenza delle iscrizioni alle superiori e, per evitare che salti il progetto dei nuovi licei, <strong>il Ministro ha ipotizzato &#8220;<em>un rinvio delle iscrizioni, fino a fine marzo</em></strong><em>, così ci sarà il tempo per i chiarimenti e per dare la possibilità alle famiglie di fare scelte consapevoli</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Dal fronte sindacale arriva la richiesta di rinviare di un anno il debutto della riforma</strong>.<br />
&#8220;<em>Avremmo di certo preferito che tale blocco fosse stato determinato dalla ferma e dilagante opposizione di docenti, Ata, studenti e genitori: ma in ogni caso</em> &#8211; afferma Piero Bernocchi portavoce dei <strong>Cobas</strong> &#8211; <em>accogliamo positivamente tutto ciò che ci dà tempo affinché tale protesta e tale lotta si sviluppino al massimo nei prossimi mesi, verso una sonora bocciatura di una controriforma che distruggerebbe le superiori e ulteriormente immiserirebbe l&#8217;intera scuola pubblica italiana</em>&#8220;.</p>
<p>&#8220;<em>Ribadiamo ora con maggior forza</em> &#8211; dice il segretario generale della <strong>Flc-Cgil</strong>, Mimmo Pantaleo &#8211; <em>che è il caso di fermarsi, rinviando di un anno l&#8217;entrata in vigore dei regolamenti: di ascoltare le ragioni di quanti non hanno condiviso merito e metodo del riordino della scuola secondaria superiore; è necessario rimuovere i tagli e, solo a questa condizione, riprendere le fila per una vera riforma che necessita non di tagli ma di investimenti, di tempo per l&#8217;ascolto e il confronto vero</em>&#8220;.</p>
<p>Anche la <strong>Gilda</strong> esprime parere simile: &#8220;<em>Le osservazioni formulate dal Consiglio di Stato -</em> dichiara il coordinatore Rino Di Meglio <em>- rilevano, in sostanza, che non esistono le condizioni adatte per procedere con l&#8217;applicazione della riforma voluta dal Governo</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/889/stop-alla-riforma-delle-scuole-superiori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al via la campagna &#8220;Giovani e gioco&#8221; per un approccio consapevole</title>
		<link>http://beinsegnante.it/878/al-via-la-campagna-giovani-e-gioco-per-un-approccio-consapevole/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/878/al-via-la-campagna-giovani-e-gioco-per-un-approccio-consapevole/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 13:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina.mirabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Aams]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[docenti]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[giovani e gioco]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[internet e scuola]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Monopoli]]></category>
		<category><![CDATA[News Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[promozione]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazine]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[senso civico]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=878</guid>
		<description><![CDATA[(Adnkronos) &#8211; Una campagna di sensibilizzazione sul gioco rivolta ai docenti e agli studenti delle scuole italiane per coniugare &#8220;Giovani e Gioco&#8220;. L&#8217;ha lanciata l&#8217;Aams, l&#8217;Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che dalla scorsa settimana ha avviato un progetto che, partendo dalla Sicilia, coinvolgera&#8217; nei prossimi mesi 12 regioni e 15 province italiane, con l&#8217;obiettivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-879 aligncenter" src="http://beinsegnante.it/files/2009/12/banner_giocoegiovani.jpg" alt="banner_giocoegiovani" width="500" height="50" /></p>
<p>(Adnkronos) &#8211; Una <strong>campagna di sensibilizzazione sul gioco rivolta ai docenti e agli studenti delle scuole italiane</strong> per coniugare &#8220;<strong>Giovani e Gioco</strong>&#8220;. L&#8217;ha lanciata l&#8217;Aams, l&#8217;Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, che dalla scorsa settimana ha avviato un progetto che, partendo dalla Sicilia, coinvolgera&#8217; nei prossimi mesi 12 regioni e 15 province italiane, con l&#8217;obiettivo di raggiungere oltre 70mila contatti.</p>
<p><span id="more-878"></span></p>
<p>&#8220;<em>Per noi non e&#8217; una novita&#8217;</em> -ha detto nel corso della presentazione il direttore generale dell&#8217;Aams, Raffaele Ferrara- <em>tra i nostri obiettivi c&#8217;e&#8217; quello di raggiungere varie fasce di consumatori, soprattutto i piu&#8217; deboli e tra questi i minori</em>&#8220;. La campagna &#8220;Giovani e Gioco&#8221;, che si inquadra nell&#8217;<strong>attivita&#8217; di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori per un approccio equilibrato e consapevole rispetto al gioco</strong>, nasce in collaborazione con la societa&#8217; specializzata &#8220;civicaMente&#8221;, composta da un team di pedagogisti, psicologi ed esperti di comunicazione, e coinvolge gli operatori dei Sert delle Asl.</p>
<p>L&#8217;equazione sulla quale intende agire il progetto e&#8217; quella &#8220;<em><strong>giovane consapevole = adulto responsabile</strong></em>&#8221; e, ha spiegato ancora Ferrara, &#8220;<em>investimenti in questo senso verranno sviluppati sotto ogni profilo</em>&#8220;, poiche&#8217; &#8220;<em>l&#8217;opera di sensibilizzazione deve partire proprio dai giovani, dalla scuola, e deve essere un richiamo al senso civico</em>&#8220;.</p>
<p>Il progetto, di durata triennale, e&#8217; partito da Palermo la scorsa settimana e si estendera&#8217; nel corso del tempo alle altre realta&#8217; territoriali coinvolte. Attraverso strumenti multimediali come &#8220;<strong>l&#8217;Open Mind</strong>&#8220;, che viene impiegato negli incontri formativi cui partecipano studenti, docenti e operatori delle Asl, &#8221; <em><strong>l&#8217;obiettivo</strong></em> &#8211; dice ancora Ferrara &#8211; <em><strong>e&#8217; quello di richiamare tutti all&#8217;attenzione e ai rischi connessi a un mondo forse troppo affascinante, che se non governato rischia di sfociare in patologie</strong></em>&#8220;<em>.</em></p>
<p>Per il direttore delle strategie di Aams, Antonio Tagliaferri, rispetto alle attivita&#8217; gia&#8217; intraprese, la novita&#8217; di oggi e&#8217; &#8220;<em>una visione complessiva del fenomeno</em>&#8221; e &#8220;<em><strong>l&#8217;obiettivo triennale e&#8217; quello di creare sul territorio una rete che favorisca una maggiore educazione dei giocatori</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Per il momento, <strong>il progetto si rivolge ai giovani che frequentano gli ultimi tre anni degli istituti superiori</strong>, ma non e&#8217; escluso, a fronte ad esempio di fenomeni connessi alla diffusione del gioco online, che possa estendersi in futuro anche a fasce piu&#8217; giovani. <strong>All&#8217;azione sul campo</strong>, inoltre, <strong>si affiancano anche iniziative sul Web e la promozione sui media</strong>.</p>
<p>Per saperne di più : <a href="http://www.civicamente.it/Flash/AAMS_Banner/menu.html" target="_blank">AAMS &#8211; Giovani &amp; Gioco</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/878/al-via-la-campagna-giovani-e-gioco-per-un-approccio-consapevole/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tirocinio Formativo Attivo (TFA): che cos&#8217;è esattamente.</title>
		<link>http://beinsegnante.it/858/tirocinio-formativo-attivo-tfa-che-cose-esattamente/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/858/tirocinio-formativo-attivo-tfa-che-cose-esattamente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 12:52:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina.mirabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Regolamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[abilitazione all'insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[insegnati non abilitati]]></category>
		<category><![CDATA[news leggi scuola]]></category>
		<category><![CDATA[riforma scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[tfa docenti]]></category>
		<category><![CDATA[tfa tirocinio]]></category>
		<category><![CDATA[tirocinio formativo attivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=858</guid>
		<description><![CDATA[Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è un corso abilitante all’insegnamento istituito dalle università. Esso ha durata annuale e attribuisce, tramite un esame finale – sostenuto davanti a una commissione mista composta da docenti universitari, un insegnante “tutor” in ruolo presso gli istituti scolastici e un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o del MIUR – il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle classi di abilitazione previste dal DM 39/1998 e dal DM 22/2005, sino a quando tali decreti non saranno sostituiti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-859 aligncenter" src="http://beinsegnante.it/files/2009/12/tfa.jpg" alt="exam_tfa" width="500" height="303" /></p>
<p style="text-align: left">Il <strong>Tirocinio Formativo Attivo</strong> (TFA) è un <strong>corso abilitante all’insegnamento istituito dalle università</strong>. Esso<strong> ha durata annuale e attribuisce</strong>, tramite un esame finale – sostenuto davanti a una commissione mista composta da docenti universitari, un insegnante “tutor” in ruolo presso gli istituti scolastici e un rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o del MIUR – <strong>il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle classi di abilitazione</strong> previste dal DM 39/1998 e dal DM 22/2005, sino a quando tali decreti non saranno sostituiti. </p>
<p><span id="more-858"></span></p>
<p style="text-align: left">Il <strong>TFA</strong> è <strong>attivato per ciascuna classe di abilitazione secondo il fabbisogno</strong>.<br />
Il Tirocinio Formativo Attivo consiste di <strong>tre gruppi di attività</strong>: <strong>1)</strong> insegnamenti di materie psico-pedagogiche e di scienze dell’educazione; <strong>2)</strong> un tirocinio svolto a scuola sotto la guida di un insegnante tutor,comprendente una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo; <strong>3)</strong> insegnamenti di didattiche disciplinari che vengono svolti in un contesto di laboratorio mirante a stabilire una stretta relazione tra l’approccio disciplinare e l’approccio didattico. Allo scopo, nei laboratori, è prevista una collaborazione tra docenti universitari, che li dirigono, e gli insegnanti tutor.<br />
<strong>L’attività di tirocinio nella scuola si conclude con l’elaborazione di una relazione di tirocinio</strong> di cui è relatore un docente universitario e corelatore l’insegnante tutor che ha seguito l’attività di tirocinio. La relazione deve consistere in un elaborato originale, non limitato a una semplice esposizione delle attività svolte. L’elaborato deve evidenziare la capacità del tirocinante di integrare a un elevato livello culturale e scientifico le competenze acquisite nell’attività in classe con le conoscenze in materia psico-pedagogica, nell’ambito della didattica disciplinare e, in particolar modo, nelle attività di laboratorio.<br />
È <strong>requisito per l’accesso</strong> all’anno di Tirocinio Formativo Attivo il <strong>possesso del titolo di laurea magistrale</strong> e dei <strong>crediti previsti dalla classe di abilitazione</strong>.<br />
Per le <strong>classi di abilitazione relative agli insegnamenti della scuola secondaria di primo grado</strong> l’<strong>accesso</strong> al tirocinio è <strong>riservato ai laureati nei curricula o nelle classi di laurea magistrale a tale scopo istituiti</strong>. Coloro che siano in possesso del titolo di dottore di ricerca e degli specifici requisiti curricolari di accesso possono accedere in soprannumero al TFA relativo alle scuole secondarie di primo grado tramite un’apposita prova<br />
di ammissione organizzata secondo i criteri di seguito stabiliti per le scuole secondarie di secondo grado.<br />
Per le <strong>classi di abilitazione relative agli insegnamenti della scuola secondaria di secondo grado</strong> l’<strong>accesso </strong>è <strong>a numero chiuso</strong> ed è programmato.<br />
L’accesso a numero chiuso è programmato dal MIUR. Il MIUR comunica entro il mese di febbraio agli USR le esigenze di reclutamento per ogni classe di abilitazione.<br />
<strong>L’apertura dell’anno di tirocinio formativo è subordinata alla previsione annuale di esigenze di personale a livello regionale</strong>.<br />
L’Ufficio Scolastico Regionale (USR) incontra, entro il mese di marzo, i responsabili dei singoli Atenei e Facoltà della regione presso i quali risulta presente il corso di tirocinio per le classi di abilitazione e, in accordo con loro, verifica la disponibilità ad attivare il tirocinio per l’anno accademico successivo. Sulla base di tale disponibilità l’USR comunica al MIUR il numero di posti da attivare per ciascuna classe e da assegnare a ciascun Ateneo.<br />
La <strong>prova di accesso al TFA</strong>, obbligatoriamente formulata ed espletata dalle Facoltà interessate, avviene, in tutta Italia, con le medesime modalità e punteggi indicati nel seguito. La <strong>prova scritta</strong> ha luogo nel medesimo giorno del mese di settembre e la <strong>prova orale</strong> ha inizio in un successivo giorno del mese di settembre. Tali giorni sono<br />
stabiliti dal MIUR. Il MIUR può disporre l’invio di ispettori per verificareche le prove si svolgano secondo criteri omogenei.<br />
La prova di accesso deve verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento della classe di abilitazione.<br />
<strong>Alla prova sono assegnati 100 punti</strong> così suddivisi: <strong>60</strong> punti per il <strong>test preliminare</strong>; <strong>20</strong> punti per la <strong>prova orale</strong>; <strong>20</strong> punti per <strong>titoli di studio</strong>, eventuali pubblicazioni e certificazioni.<br />
Il <strong>test preliminare</strong> è una <strong>prova costituita da domande a risposta chiusa di tipologie diverse</strong>, incluse domande volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi. Il test, della durata di<br />
tre ore, deve comprendere un numero di domande pari a 60. La risposta corretta a ogni domanda vale 1 punto, la risposta errata o non data vale 0 punti.<br />
<strong>Per essere ammesso alla prova orale</strong> <strong>il candidato deve</strong> rispondere correttamente ad almeno 42 domande, ovvero <strong>conseguire una votazione maggiore o uguale a 42/60</strong>.<br />
La <strong>prova orale</strong>, valutata in ventesimi, <strong>è superata</strong> se il candidato riporta una <strong>votazione maggiore o uguale a 15/20</strong>. La prova è organizzata tenendo conto delle specificità delle varie classi di laurea. In particolare,<br />
nel caso di classi di laurea che comportino l’insegnamento di lingue (latino, greco, lingue moderne), è prevista una prova di traduzione o di conversazione e, nel caso dell’insegnamento dell’italiano, una prova di analisi dei testi.<br />
<strong>Il superamento della prova orale è condizione imprescindibile per l’accesso all’anno di tirocinio</strong>.<br />
I 20 punti riservati ai titoli e/o altre certificazioni sono così suddivisi:<br />
a) valutazione del curriculum di studi e della media degli esami di profitto, per un massimo di 2 punti;<br />
b) votazione della tesi di laurea magistrale, per un massimo di 2 punti;<br />
c) titolo di dottore di ricerca in ambito strettamente inerente ai contenuti disciplinari della classe di abilitazione, per un massimo di 10 punti;<br />
d) altri titoli di studio strettamente inerenti ai contenuti disciplinari della classe di abilitazione (scuole di specializzazione, master, ecc. di durata non inferiore a 60 CFU), per un massimo di 2 punti;<br />
e) eventuali altri titoli (pubblicazioni, incarichi presso enti di ricerca, ecc.), per un massimo di 4 punti.<br />
La graduatoria degli ammessi al TFA, espressa in centesimi, è costituita dai candidati che hanno superato le due prove (test e prova orale) con votazioni maggiore o uguale a 42/60 per il test e maggiore o uguale a 15/20 per la prova orale. A tali votazioni si aggiunge il punteggio della valutazione dei titoli presentati.</p>
<p><strong>ATTIVITA’ del TIROCINIO FORMATIVO ATTIVO</strong></p>
<p><strong>1</strong>. Il corso di TFA è istituito presso una Facoltà di riferimento e può essere interfacoltà o interateneo<br />
<strong>2</strong>. La gestione delle attività didattiche del TFA è di spettanza del Consiglio di tale Corso di studio, costituito dai docenti universitari che in esso ricoprono incarichi didattici, da 2 rappresentanti degli insegnanti tutor “coordinatori” di cui al seguente punto 4 e nominati con le modalità ivi stabilite, da un rappresentante degli studenti tirocinanti e da un dirigente scolastico nominato dall’USR. Il Consiglio nomina un Presidente tra i docenti universitari, in carica per tre anni non rinnovabili.<br />
<strong>3</strong>. Gli insegnanti tutor sono designati annualmente dai dirigenti scolastici tra gli insegnanti di ruolo nell’ambito degli istituti scolastici segnalati dall’USR. Hanno il compito di accogliere e seguire i tirocinanti nelle classi di cui sono responsabili.<br />
<strong>4</strong>. A domanda degli interessati, tra gli insegnanti tutor sono annualmente selezionati dal Consiglio di Corso di Tirocinio, mediante un colloquio, gli insegnanti cui è affidato anche il compito di collaborare al coordinamento dell’attività di tirocinio. La selezione di tali insegnanti è sottoposta a ratifica del Consiglio della Facoltà di riferimento. Essi rispondono della loro attività al Consiglio di Corso di Tirocinio ed alla Facoltà. Il numero di tali insegnanti, non inferiore a 2, è commisurato al numero dei tirocinanti nel rapporto di 1/30. Gli insegnanti tutor, così<br />
selezionati (insegnanti tutor “coordinatori”) possono svolgere tale funzione per un massimo di tre anni non rinnovabili. Possono avere un distacco solo parziale dall’insegnamento. Due loro rappresentanti fanno<br />
parte del Consiglio del Corso.<br />
<strong>5</strong>. Il Consiglio di Corso di tirocinio organizza i laboratori didattici disciplinari prevedendo modalità di collaborazione tra gli insegnanti tutor, gli insegnanti tutor “coordinatori” e i docenti universitari.<br />
Le attività del Tirocinio Formativo Attivo fanno capo alle Facoltà che organizzano sia le attività didattiche e di laboratorio, da svolgersi in sede universitaria, sia i tirocini che si svolgono presso gli istituti scolastici.<br />
Le attività corrispondono ad un numero di CFU pari a 60, così suddivisi (intendendosi con SSD, Settori Scientifico-Disciplinari):</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="163" valign="top">Scienze dell’educazione nei SSD: MPED/03 Didattica e pedagogia speciale; MPED/04 Pedagogia sperimentale</td>
<td width="163" valign="top">18 CFU</td>
<td width="163" valign="top">presso le Facoltà</td>
<td width="163" valign="top">Docenti universitari</td>
</tr>
<tr>
<td width="163" valign="top">Didattiche disciplinari con laboratori</td>
<td width="163" valign="top">21 CFU</td>
<td width="163" valign="top">presso le Facoltà</td>
<td width="163" valign="top">Docenti universitari in collaborazione con insegnanti “tutor” e insegnanti “tutor collaboratori”</td>
</tr>
<tr>
<td width="163" valign="top">Tirocinio a scuola</td>
<td width="163" valign="top">12 CFU</td>
<td width="163" valign="top">presso le istituzioni scolastiche appoggiandosi a un insegnante tutor</td>
<td width="163" valign="top">Insegnanti in servizio</td>
</tr>
<tr>
<td width="163" valign="top">Tesi finale e relazione finale di tirocinio</td>
<td width="163" valign="top">9 CFU</td>
<td width="163" valign="top">Docente universitario e insegnante tutor</td>
<td width="163" valign="top">Docenti universitari e insegnanti tutor</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>ESAME FINALE</strong></p>
<p>L’esame finale di abilitazione consiste nella <strong>discussione di una relazione finale di tirocinio</strong> (le cui caratteristiche sono state descritte in precedenza) di cui è relatore un docente universitario e co-relatore l’insegnante tutor che ha seguito l’attività di tirocinio.<br />
La Commissione d’esame di abilitazione è composta da 5 docenti universitari, da un rappresentante dell’USR e dall’insegnante tutor corelatore della relazione di tirocinio.<br />
<strong>La Commissione valuta la relazione finale di tirocinio in settantesimi</strong>. La valutazione tiene conto anche della media ponderata dei voti conseguiti durante il curriculum di tirocinio. <strong>L’esame finale</strong> della relazione di tirocinio <strong>è superato</strong> se il candidato consegue una <strong>votazione maggiore o uguale a 49/70</strong>. In tal caso, la Commissione aggiunge al punteggio conseguito il punteggio risultante dalla media ponderata dei voti conseguiti negli esami di profitto della laurea magistrale, fino a un massimo di 30 punti.<br />
<strong>Il punteggio complessivo, espresso in centesimi, è il voto di abilitazione all’insegnamento</strong>.<br />
Il titolo rilasciato è il diploma di abilitazione all’insegnamento.<br />
Lo studente che intenda conseguire <strong>una seconda abilitazione</strong>, oltre a <strong>possedere i requisiti d’accesso</strong>, deve <strong>superare il test d’accesso al TFA per la classe di abilitazione prescelta</strong>. Una volta ammesso, può richiedere il riconoscimento di CFU acquisiti nel TFA già frequentato.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/858/tirocinio-formativo-attivo-tfa-che-cose-esattamente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In difesa della Storia dell’Arte nella scuola</title>
		<link>http://beinsegnante.it/843/in-difesa-della-storia-dell%e2%80%99arte-nella-scuola/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/843/in-difesa-della-storia-dell%e2%80%99arte-nella-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>valentina.mirabile</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi e Normative]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[ANISA]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Nazionale Insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[FAI]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[news leggi scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[problemi scuola italiana]]></category>
		<category><![CDATA[riforma scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=843</guid>
		<description><![CDATA[Secondo l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura) l&#8217;Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell&#8217;umanità. L’Italia detiene anche un altro primato, poco noto: è l´unico paese al mondo che preveda nei propri programmi scolastici l´insegnamento della storia dell´arte. Tale primato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-846 aligncenter" src="http://beinsegnante.it/files/2009/12/munch.jpg" alt="munch" width="500" height="359" /></p>
<p>Secondo l’<strong>UNESCO</strong> (Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura) <strong>l&#8217;Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell&#8217;umanità. </strong>L’Italia detiene anche un altro primato, poco noto: <strong>è l´unico paese al mondo che preveda nei propri programmi scolastici l´insegnamento della storia dell´arte.</strong> Tale primato è giustificato, come ricordato poc’ànzi, dall´inestimabile patrimonio artistico di cui gli italiani sono titolari. Nonostante ciò, <strong>nulla è cambiato rispetto alla legge Gentile</strong>, grazie alla quale, ottantacinque anni fa, l’insegnamento della storia dell’arte fu introdotto in alcune scuole secondarie. Gli orari in otto decenni sono rimasti immutati e la collocazione della disciplina è molto spesso mortificante.</p>
<p><span id="more-843"></span></p>
<p>&#8220;<strong>Cenerentola dell´insegnamento classico in Italia</strong>&#8220;, così la storia dell’arte fu battezzata al suo ingresso ufficiale nelle scuole con la Riforma Gentile e così viene definita ancora oggi dalle professoresse dell´Anisa, l´associazione che dal 1950 raccoglie i docenti di storia dell´arte di tutta l’italia. &#8220;<em>Dopo Religione, è la disciplina meno presente nei classici</em>», esemplifica Clara Rech, preside del liceo romano Augusto e attuale presidente dell´Anisa. &#8220;<em><strong>Il tempo giudicato insufficiente per l´educazione fisica è ritenuto invece più che decoroso per la storia dell´arte</strong>&#8220;</em>. Inoltre ,come afferma Teresa Calvano, guida dell´Anisa fino al settembre scorso, “<em>Capita spesso che alla storia dell´arte venga destinata l´ultima ora, come fosse una materia leggera e glamour</em> […] <em>al termine di una gravosa giornata dedicata alle lingue antiche o alla storia</em>. <em>D´altronde anche all´epoca di Gentile era considerata una disciplina per signorine, introdotta nei licei classici e negli istituti femminili</em>&#8220;. <strong>La questione</strong>, ancora di scottante attualità, <strong>non riguarda semplicemente il tempo dedicato a questa materia nelle scuole, ma anche e soprattutto la scarsa condiderazione che si ha di essa. </strong>Il <strong>27 novembre</strong> l’ANISA pubblicava un <strong>comunicato stampa</strong> “<strong>In difesa della Storia dell’arte nella scuola</strong>”. “<em>Il Regolamento concernente il Riordino dell’Istruzione è alle ultime battute.[…] In questi giorni […] si sta meditando in sede ministeriale se sia il caso di operare alcune modifiche nei quadri orari circolanti in bozza con potenziamenti di alcune discipline al triennio. E’chiaro che in questa ipotesi la disciplina più a rischio tornerebbe ad essere la storia dell’arte nel liceo Classico […]  e nel liceo Musicale e Coreutico […]. Oltre a ciò, non si ravvisa il minimo spiraglio di accoglienza della richiesta avanzata più volte dall’ANISA di non eliminare l’insegnamento nell’istruzione tecnica e professionale dove attualmente la disciplina è presente come elemento di alta qualificazione formativa. Una volta di più si vuol ribadire che <strong>la Storia dell’arte si qualifica come fondamentale per la crescita della persona e per la formazione del cittadino, specie in un Paese come l’Italia</strong>. […]  Si auspica pertanto fermamente che non sia più messa indiscussione la quota oraria riservata alla disciplina che, è bene sottolinearlo – è il minimo possibile per un insegnamento dignitoso ed efficace</em>.” Clara Rech (Presidente Nazionale ANISA per l’educazione all’arte)<br />
La  lettera ha ricevuto una pronta risposta dal <strong>nostro Presidente</strong> che <strong>si impegna a</strong> &#8220;<strong><em>sostenere la validità e la sempre maggiore diffusione della storia nell&#8217;arte nelle scuole</em></strong>&#8221; . Poichè: &#8221; <em>L&#8217;educazione al bello e la divulgazione della conoscenza dell&#8217;enorme patrimonio artistico del nostro e di altri Paesi serve a favorire una migliore comprensione fra le diverse culture</em>&#8220;. (vedi <a href="http://www.anisa.it/LetteraPresidenteRepubblica_risposta27luglio.jpg" target="_blank">originale</a>)  A questo punto non resta che <strong>aspettare e sperare</strong> che le istanze avanzate dall’Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte, vengano accolte e <strong>che la storia dell’arte non sia più considerata la “cenerentola dell´insegnamento classico in Italia”.</strong><br />
Tale documento si inserisce in una lunga serie di iniziative che, nel 2009, la stessa ANISA ha avviato in difesa della storia dell’arte. Tra questi è di rilevante importanza la <strong>lettera inviata il 24 giugno 2009 da ANISA e FAI al Presidente della Repubblica</strong>. “<em>Roma, 24 giugno 2009 Al Presidente della Repubblica &#8211; On.le Dr. Giorgio Napolitano Signor Presidente, Ci rivolgiamo alla Sua attenzione nell’intento di <strong>ribadire la centralità dell’educazione all’arte e alle forme complesse del suo sviluppo storico nella formazione civica e culturale dei giovani</strong>. Nella profonda convinzione che la Scuola rivesta un ruolo strategico per la trasmissione di tali valori e di tali principi, durante le ultime settimane è sorto un movimento che – prendendo ad esempio il modello dell’esperienza italiana di quasi un secolo – intende promuovere l’insegnamento della storia dell’arte nei sistemi scolastici di tutti i paesi membri dell’Unione Europea. L’Appello che a tal fine è stato lanciato e che Le sottoponiamo è stato accolto ad oggi da oltre 2200 firmatari ed è sostenuto da autorevoli studiosi e prestigiose istituzioni: dalla Francia alla Spagna, al Portogallo, alla Germania, alla Slovenia, si sta diffondendo una nuova consapevolezza che nella storia della creatività e della produzione artistica riconosce il germe di un sentire comune, un terreno fecondo che, con la bellezza, ha visto fiorire la democrazia e la pace. <strong>Crediamo che la diffusione di un insegnamento obbligatorio della storia dell’arte possa fortemente contribuire ad una accelerazione del processo di maturazione di una cultura comune europea che non rinunci al contempo al confronto e alla vigile custodia dell’identità di ogni popolo</strong>. A fronte di tale entusiastica spinta di dimensione europea, Signor Presidente, non è possibile ignorare viceversa alcuni segnali molto preoccupanti che giungono – in controtendenza – proprio dal nostro Paese. A dispetto della tradizione consolidata e ricchissima maturata dalla scuola italiana nell’insegnamento della storia dell’arte, registriamo con profondo rammarico che <strong>i nuovi curricula elaborati dal Ministero della Pubblica Istruzione prevedono un pesante ridimensionamento se non addirittura la drastica eliminazione della disciplina</strong>, in particolare in molti settori dell’istruzione tecnica e professionale. Un provvedimento quanto mai sorprendente, se solo si pensa che <strong>tali riduzioni orarie</strong> riguarderanno, tra gli altri, l’indirizzo tecnico per il turismo, uno dei più strategici per il rilancio economico del nostro Paese e <strong>avranno conseguenze gravi per la cultura artistica diffusa dei cittadini italiani. </strong>Alla Sua sensibilità ed al Suo impegno incessante vogliamo affidare queste riflessioni, confidando in un Suo autorevole interessamento che possa incoraggiare, sul piano nazionale come nel più vasto contesto europeo, un riconoscimento concreto della storia dell’arte nella formazione scolastica. […] Con sinceri ossequi, Clara Rech (Presidente ANISA-Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte); Giulia Maria Crespi (Presidente FAI- Fondo Ambiente Italiano); Marisa Dalai Emiliani (Presidente Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli -Sapienza Università di Roma); Cesare De Seta (Professore all’Istituto italiano di Scienze Umane di Firenze)&#8221;</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/843/in-difesa-della-storia-dell%e2%80%99arte-nella-scuola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il crocifisso nelle scuole: tra la corte di Strasburgo e De Andrè</title>
		<link>http://beinsegnante.it/796/il-crocifisso-nelle-scuole-tra-la-corte-di-strasburgo-e-de-andre/</link>
		<comments>http://beinsegnante.it/796/il-crocifisso-nelle-scuole-tra-la-corte-di-strasburgo-e-de-andre/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Mangano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Italia]]></category>
		<category><![CDATA[News e Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[anarchico]]></category>
		<category><![CDATA[buona novella]]></category>
		<category><![CDATA[carta costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[corte di strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Crocifisso]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andrè]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[storia di un impiegato]]></category>
		<category><![CDATA[vangeli aprocrifi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beinsegnante.it/?p=796</guid>
		<description><![CDATA[All&#8217;inizio degli anni &#8217;70, negli anni della contestazione giovanile e operaia, una delle voci più autorevoli del panorama intellettuale italiano stupì il suo pubblico con una scelta a dir poco originale: mentre tutti si aspettavano un album dai toni marcatamente politici, Fabrizio De Andrè pubblicò a sorpresa La Buona Novella. Quest&#8217;album, uscito nel &#8217;70, racconta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-829" src="http://beinsegnante.it/files/2009/12/1970_la_buona_novella.jpg" alt="1970_la_buona_novella" width="372" height="372" /></p>
<p>All&#8217;inizio degli anni &#8217;70, negli anni della <strong>contestazione giovanile e operaia</strong>, una delle voci più autorevoli del panorama intellettuale italiano stupì il suo pubblico con una scelta a dir poco originale: mentre tutti si aspettavano un album dai toni marcatamente politici, <strong>Fabrizio De Andrè</strong> pubblicò a sorpresa <em>La Buona Novella</em>. Quest&#8217;album, uscito nel &#8217;70, racconta in 10 brani la storia di Gesù di Nazareth, proposta attraverso la lettura combinata dei Vangeli Apocrifi.</p>
<p><span id="more-796"></span>L&#8217;album dal sapore <strong>politico e militante</strong>, in effetti, non tarderà ad arrivare: <em>Storia di un impiegato</em>, uscirà, infatti, proprio a qualche anno di distanza, nel &#8217;73. Eppure la prima lettura che di quegli anni densi di cambiamento fece De Andrè partiva proprio da un <strong>tema religioso</strong>, tradizionalmente tacciato come conservatore e certamente estraneo agli ambienti tendenzialmente marxisti della contestazione studentesca e operaia.</p>
<p>Il senso della sua <strong>scelta culturale</strong> non fu certo nascosto o mistificato: a chi, infatti, gli chiedeva di spiegarne le ragioni, De Andrè rispondeva con spontanea franchezza che <strong>&#8220;Gesù è il più grande rivoluzionario della storia!&#8221;</strong></p>
<p>La natura rivoluzionaria della figura cristiana &#8211; che professava pace, uguaglianza, dignità e diritti inalienabili &#8211; veniva evidenziata non da un teologo o da un ecclesiastico, ma da un laico, e per di più notoriamente <strong>anarchico e non credente</strong>.</p>
<p>Certo, la lettura di De Andrè insisteva naturalmente sull&#8217;<em>umanità </em>del Cristo, e si manteneneva ad una distanza consapevole da personali interpretazioni dottrinali. Nondimeno, la natura rivoluzionaria di Gesù è di fatto comunemente accettata da credenti e non credenti. I quali però, dopo aver concordato su questo, <strong>dissentono </strong>su altro.</p>
<p>Dissentono in primo luogo sulla sentenza emessa dalla <strong>Corte di Strasburgo</strong>, nei confronti della quale entrano in gioco le diverse concezioni, da un lato, sui modi e sulle forme della laicità dello stato, dall&#8217;altro sulla fede e su più generali tematiche religiose e identitarie.</p>
<p>Si tratta di una questione di estrema delicatezza, perchè inevitabilmente scatena riflessioni politiche sulla natura della democrazia e sul senso della libertà: libertà di marcare l&#8217;<strong>identità culturale e cristiana</strong>, direbbero alcuni, libertà di rispettare anche chi decide di non credere, o di <strong>credere diversamente</strong>, direbbero altri. È certo quindi che, quale che fosse stata la sentenza della Corte di Strasburgo, essa avrebbe lasciato comunque scontento qualche cittadino europeo, il quale, in un caso o in un altro, avrebbe lamentato proprio un <strong>difetto di democrazia</strong>.</p>
<p>Ora, è bene considerare il problema innanzitutto da un <strong>punto di vista strettamente giuridico</strong>, dal momento che esso ha avuto inizio proprio in sede giudiziaria. La questione non è di competenza della Corte Costituzionale Italiana, in quanto l&#8217;esposizione del crocifisso, in Italia, è regolata da regolamenti normativi e non dalla <strong>Carta Costituzionale</strong>. Il caso è quindi passato di corte in corte, dal Tar del Veneto al Consiglio di Stato, sino ad arrivare, infine, a Strasburgo. E qui, la Corte europea si è espressa a sfavore dei crocifissi in classe, in nome della <strong>neutralità confessionale</strong> dello Stato e del diritto alla cosiddetta <em>libertà negativa</em> (diritto, cioè, alla libertà di non credere). Principi, questi, che sono perfettamente in linea con gli stessi principi della giurisprudenza costituzionale italiana, la quale tutela la religione non in quanto fenomeno collettivo, ma solo nell&#8217;<em>interesse individuale</em> <em>alla libertà di pensiero e di fede religiosa</em>.</p>
<p>Detto questo, per tutti quelli che non si ritrovano in alcun modo nella sentenza di Starsburgo rimane irrisolto un nodo fondamentale: <strong>qual&#8217;è esattamente il fastidio che può derivare dalla presenza del crocifisso nelle scuole?</strong> Per rispondere, tornerei un attimo a De Andrè.</p>
<p>Se è vero infatti che la figura del Cristo ha un autentico senso rivoluzionario, è altrettanto vero che guardando al crocifisso non vediamo &#8211; o non vediamo soltanto &#8211; la storia della <em>cultura </em>occidentale, ma il simbolo della <em>cultura </em>della Chiesa. Una cultura, questa, che proprio per le sue posizioni dottrinali interviene &#8211; come è legittimo in democrazia &#8211; in questioni come il <strong>divorzio</strong>, l&#8217;<strong>aborto </strong>e i <strong>matrimoni gay </strong>che da qualcuno, però, sono rivendicate come diritti civili, ovvero quei sacrosanti principi di quella stessa democrazia in base alla quale anche la Chiesa legittimamente prende posizioni.</p>
<p>In questo senso, togliere il crocifisso nelle scuole significherebbe sgombrare il campo da simboli che sono sì di fede, ma che intervengono anche in questioni civili. Per non parlare poi di quei bambini educati a non credere che potrebbero percepire il crocifisso come il simbolo di qualcosa a cui non appartengono, ovvero come qualcosa di <strong>discriminante</strong>.</p>
<p>Il fatto è che per la prima volta generazioni cresciute a <strong>pane e laicismo</strong> avanzano istanze che possono apparire bizzarre, pretenziose, o addirittura capricciose, ma che sollevano questioni molto delicate su <strong>democrazia e libertà</strong>. Tutti sembrano sapere che cosa siano, eppure a questo proposito nessuno è mai d&#8217;accordo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://beinsegnante.it/796/il-crocifisso-nelle-scuole-tra-la-corte-di-strasburgo-e-de-andre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

